Cidas e il Progetto MiCare

Il progetto MiCare – sviluppato dalla cordata capofilata da Iperia con Margotta Srl, CESUR, WIAB e LAUREA – si inserisce proprio in questo contesto tentando di raggiungere un duplice obiettivo: migliorare la qualità dei servizi offerti alle persone più anziane e contemporaneamente supportare l’integrazione sociale e professionale dei migranti nei lavori di cura.

Il progetto incoraggia fortemente l’integrazione delle donne migranti nel mercato del lavoro, concentrandosi sul loro empowerment e favorendo l’accesso all’occupazione, tramite la formazione e la valutazione delle competenze. Assistenza sanitaria, servizi alle famiglie e lavoro domestico: questi sono alcuni dei settori considerati come fondamentale opportunità per integrare le donne nel mercato del lavoro.

In questo contesto Margotta Srl sta conducendo una batteria di interviste a soggetti chiave coinvolti nella gestione dei lavori di cura al fine di rilevare buone pratiche, bisogni e gap formativi. Tali elementi confluiranno in uno studio di benchmarking transnazionale in merito all’inserimento lavorativo di donne migranti come caregiver con l’obiettivo finale di strutturare moduli formativi adeguati, che includano competenze comunicative e soft skill.

Anche noi di CIDAS siamo stati ricompresi in queste interviste ed inseriti tra i partner associati in virtù delle nostre competenze specifiche e del valore strategico che rappresentiamo nella promozione a vari livelli dell’integrazione sociale e professionale. La nostra Cooperativa ha raccontato diverse casistiche derivanti sia dalla gestione diretta di servizi sociali, socio-sanitari e di cura – nella quale è presente un’importante percentuale di donne di origine straniera – sia da progettualità specifiche rivolte a cittadini migranti, beneficiari ed utenti delle nostre attività.

Nella nostra esperienza spesso le donne che arrivano nel nostro Paese hanno una scarsa conoscenza della lingua italiana, elemento che le penalizza a livello di valorizzazione di comunicazione e veicolo di competenze acquisite e professionalità. Abbiamo inoltre registrato la necessità di fornire a queste persone maggiori strumenti di interazione personale e culturale. Empaticamente interagiscono con gli ospiti in modo molto differente rispetto al nostro, la cultura e la prossemica e le tradizioni sono diverse ed influenzano inevitabilmente la gestione delle relazioni, anche sul piano lavorativo.

Il nostro contributo a questa progettualità è mirato a supportare, grazie alle competenze maturate quotidianamente da oltre quarant’anni di esperienza nei servizi di assistenza alla persona, tutte le azioni volte a un progressivo empowerment delle donne nel mondo del lavoro e a una loro sempre maggiore integrazione nel caso di progetti di vita presso Paesi diversi da quello di origine per poter realizzare una società tesa al valore dell’equità, nella quale vengano forniti a tutti le medesime opportunità.

Il fenomeno migratorio nell’Unione Europea ha registrato, nell’ultimo decennio, un continuo aumento della presenza femminile oggi pari al 54% dei cittadini stranieri provenienti da Paesi Terzi. Una presenza così rilevante ha imposto pertanto l’elaborazione di specifiche misure, volte a qualificare ed integrare le donne nella società di approdo.
Nonostante il quadro legislativo europeo sia improntato alla valorizzazione del principio di non discriminazione tra i sessi, anche e soprattutto in ambito lavorativo, le donne restano svantaggiate sul mercato del lavoro. Per le donne di origine straniera la situazione è spesso resa maggiormente complessa da una limitata conoscenza linguistica e dalla scarsa presenza di servizi sul territorio rispondenti alle esigenze di accudimento familiare, portando così questo target a una duplice discriminazione, sia in quanto donne che in quanto migranti.

L’attuale tendenza demografica ci racconta che sempre più persone anziane avranno bisogno di assistenza e cure domiciliari è saremo quindi proficui se prepareremo al mercato del lavoro, in modo specifico, queste signore così che possano nel tempo inserirsi – in modo professionale e tutelato – prendendosi cura dei nostri anziani a casa.