CIDAS ospite al Festival Sabir, il Festival diffuso delle culture mediterranee, per la presentazione del documento “Oltre l’accoglienza”

Il volume, voluto da UNICEF, tratta le raccomandazioni per la tutela della salute mentale e del benessere psicosociale di giovani migranti e rifugiati/e.

In occasione della tavola rotonda organizzata da UNICEF all’interno del Festival diffuso delle culture mediterranee Sabir, è stato presentato il volume “Oltre l’accoglienza. Raccomandazioni della Comunità di pratiche per la tutela della salute mentale e del benessere psicosociale di giovani migranti e rifugiati/e”, rivolto a tutte le figure professionali e agli attori dei servizi pubblici e privati che partecipano al processo di accoglienza e integrazione.

Frutto di un lavoro durato quasi un anno e mezzo che ha coinvolto la Comunità di Pratica attivata da UNICEF e che oltre a CIDAS include anche altri attori sia pubblici che privati coinvolti nella gestione di servizi di supporto psicosociale e salute mentale per adolescenti e giovani migranti e rifugiati, il volume, mira a fornire linee guida di intervento per il supporto a queste persone.

All’incontro che si è svolto giovedì 10 ottobre, moderato dalla giornalista Angela Gennaro e che ha visto, oltre ai rappresentanti dell’UNICEF e di ARCI, e i rappresentanti del Ministero dell’Interno, del Ministero della Salute, della Rete SAI-Sistema Accoglienza Integrazione, anche le organizzazioni e i servizi attivi sul territorio aderenti alla comunità di pratiche dell’UNICEF, è stata invitata Maria Luisa Parisi, Coordinatrice servizi Società e Diritti di CIDAS.

All’appuntamento che ha raccontato tre macroaree, suddivise nella prevenzione e mitigazione dello stress psicosociale, l’approccio transculturale nei servizi e la multidimensionalità e multidisciplinarietà delle equipe di lavoro, Maria Luisa Parisi ha portato l’esperienza pluridecennale di CIDAS nell’accoglienza, sottolineando quanto i bisogni di salute mentale e psicosociali necessitino di essere compresi proprio in un’ottica muldimensionale e multidisciplinare.

Ciò che difatti è auspicabile, è la presenza di un’équipe multidisciplinare specializzata nel supporto ai e alle minori in condizioni di vulnerabilità psicosociale, unitamente agli interventi di presa in carico del caso e il supporto costante della mediazione linguistico-culturale.

È necessario un coordinamento tra servizi che garantisca l’accesso agli stessi e una presa in carico integrata delle situazioni di maggiore complessità. Sarebbe pertanto importante predisporre tavoli di coordinamento permanenti di programmazione interdisciplinare che coinvolgano sia i servizi che le istituzioni e ogni altro Ente di rilievo sul territorio per una gestione integrata e multidimensionale dei servizi. Inoltre, l’equipe funzionale Multidimensionale e Multiprofessionale per la gestione dei casi di maggiore complessità, dovrebbe essere composta da figure professionali, cliniche e non cliniche, tutte aventi una relazione continuativa con la persona rispetto al suo percorso o che hanno un ruolo di referenza rispetto al percorso terapeutico riabilitativo.

A margine del meeting lo Youth Sounding Board, il laboratorio di idee e soluzioni dell’UNICEF nato per rispondere al bisogno di confronto sui temi di salute mentale tra adolescenti e giovani migranti e rifugiati, ha presentato il risultato del loro percorso attraverso il Vademecum youth-friendly “Ciao, come stai?”.


Tutto il materiale è scaricabile ai link:
https://www.unicef.it/pubblicazioni/oltre-l-accoglienza
https://www.unicef.it/pubblicazioni/vademecum-dello-youth-sounding-board/