Che cos’è la legalità? di Giulia Bonora e Federica Bassi “La legalità è diffusa più o meno in tutto il mondo. La legalità bisogna portarla in tutto il mondo”. Classe 4B Scuola Primaria “Alda Costa” di Vigarano Mainarda Questa è solo una delle tante riflessioni che sono emerse dai bambini sul tema della legalità durante il laboratorio didattico “LEGALITÀ, SICUREZZA E PARTECIPAZIONE – Percorsi su educazione alla legalità e democrazia per scuole”, che abbiamo tenuto nelle classi 4A, 4B e 4C della Scuola Primaria “Alda Costa” di Vigarano Mainarda. Il laboratorio rientra in una serie di iniziative che l’amministrazione comunale di Vigarano Mainarda ha organizzato in occasione del “Mese della Legalità”; a fronte di episodi spiacevoli, come atti violenti e vandalici, che hanno coinvolto giovani del paese, l’amministrazione ha sentito la necessità di rivolgersi soprattutto alle scuole e alle famiglie, con attività e incontri mirati. L’obiettivo è stato quello di creare un percorso basato sui concetti di cittadinanza attiva, di costruzione partecipata del bene sicurezza e di democrazia, con un focus sui valori della legalità e della responsabilità. Lo scopo finale del percorso è stato quello di realizzare un regolamento per il parco Gianni Rodari, uno spazio pubblico del paese frequentato dai cittadini e dai bambini. Giulia Per questo progetto è stata fondamentale la collaborazione tra diversi settori della cooperativa, in particolare Il settore Educativo e Società e Diritti. Da mediatrice sociale con esperienza nella comunicazione e nella progettazione di attività partecipate specialmente nell’ambito della sicurezza urbana e legalità, abituata a lavorare con adulti e adolescenti, è stato importantissimo il contributo dato al progetto dalla collega Federica Bassi, che lavora nel settore Educativo, con la quale si è instaurata fin da subito una forte sinergia e un proficuo scambio di metodi e tecniche di lavoro che sicuramente ci ha arricchito professionalmente e, perchè no, umanamente. Federica Condivido pienamente le osservazioni di Giulia. Ho trovato in lei una persona molto preparata, propositiva e disponibile e questo ha reso più semplice affrontare una tematica non del tutto immediata. I bambini, dal canto loro, sono stati i verí protagonisti di questo percorso e ci hanno riservato, insieme alle loro insegnanti, un’accoglienza calorosa. Si sono dimostrati molto interessati ed hanno collaborato con entusiasmo e partecipazione alle attività proposte, dalle quali sono emersi spunti e riflessioni importanti. Lavorare con loro è stato un immenso piacere ed uno stimolo continuo. Il percorso didattico è stato così strutturato: Prima attività Per rompere il ghiaccio è stato chiesto ad ogni bambino di realizzare la propria “carta d’identità” disegnando un autoritratto e descrivendosi raccontando anche i propri interessi come sport, musica, ecc. In seguito ogni partecipante ha presentato il proprio lavoro. Seconda attività In questa fase è stata creata una prima discussione sulla legalità e una riflessione sul concetto di cittadinanza attiva e responsabilità personale, con particolare attenzione ai piccoli gesti quotidiani. In pratica, dopo un brainstorming di esperienze, ogni bambino ha realizzato dei post-it con delle parole chiave che sono poi stati organizzati su un cartellone per creare una mappa del concetto di “legalità”. Terza attività Abbiamo introdotto lo spazio pubblico su cui si è stabilito di lavorare, ovvero il parco Gianni Rodari, chiedendo ai bambini di disegnare: l’area con gli elementi (alberi, arredo urbano); le persone che frequentano l’area e cosa fanno; quali zone dell’area vengono frequentate da loro stessi e da altri soggetti. L’immagine ambientale è fondamentale per comprendere il rapporto tra l’osservatore e l’oggetto osservato. Attraverso il disegno dello spazio si possono comprendere la percezione dell’area e degli altri, l’esperienza dei singoli individui, le azioni e i comportamenti (negativi e positivi). In seguito, ogni studente ha presentato il proprio elaborato, raccontando le proprie abitudini e azioni che svolge nel parco e anche le attività che vede svolgere dagli altri. In questa fase si è avviata una discussione sui comportamenti da assumere o da evitare. Interessanti sono state le diverse interpretazioni dello spazio, c’è chi ha dato maggior risalto alle aree del parco che frequenta, chi ha realizzato una mappa dall’alto, oppure chi ha raccontato attraverso il disegno episodi che ha vissuto, ogni bambino è stato libero di dare una propria chiave interpretativa senza perdere di vista l’obiettivo e i risultati sono stati molto variegati e interessanti. Inoltre è stato chiesto anche ai bambini di scrivere o disegnare cosa vorrebbero modificare, togliere o aggiungere nel parco, per avere un ulteriore loro punto di vista sullo spazio. Quarta attività Dopo aver analizzato lo spazio e chi lo frequenta, si è proceduto a stilare insieme una raccolta di regole, con lo scopo di invitare le persone a rispettare un bene comune e farle riflettere sul significato di cittadinanza attiva. I bambini sono stati suddivisi in gruppi di lavoro e ad ogni team è stata assegnata una regola da disegnare e scrivere. Evento di restituzione del percorso I risultati e gli elaborati del percorso didattico sono stati presentati durante l’evento conclusivo e aperto alla cittadinanza del “Mese della Legalità”, tenutosi venerdì 26 maggio presso la palestra comunale Palavigarano. Da quanto è emerso dalle riflessioni dei bimbi la legalità ha tantissime sfaccettature e riguarda i più diversi temi. Siamo rimaste infatti molto colpite da come i bambini analizzano e interpretano la realtà, dando sempre visioni non scontate, mostrando un forte senso critico e di giustizia con un’elevata sensibilità verso le tematiche sociali e ambientali. Dopo 3 incontri, 14 ore di lezione e 55 bambini coinvolti, il risultato sono stati più di 100 disegni colorati, 13 regole per un parco più vivibile per tutti ed un’esposizione installata durante il convegno tenutosi al Palavigarano venerdì 26 maggio alle 17.30 con i bambini e le bambine della scuola Primaria che hanno restituito al pubblico, insieme alle operatrici di Cidas, il frutto del lavoro svolto.