Intervista a Sonia Aggio, autrice del romanzo “Nella stanza dell’imperatore” (Fazi Editore), candidato al Premio Strega 2024

Sonia Aggio oltre ad essere una scrittrice, lavora presso la Biblioteca di Polesella (RO) gestita da CIDAS.

Grazie alla fusione per incorporazione della Cooperativa le Pagine dello scorso settembre, CIDAS è nuovamente cresciuta arrivando ad abbracciare qualcosa come quasi 2000 dipendenti in diverse regioni d’Italia. Siamo tantissime e tantissimi, ognuno con la propria professionalità e le proprie caratteristiche e passioni. È difficile conoscersi tutti, per questo crediamo sia bello, quando se ne presenta l’opportunità, raccontare le storie anche personali dei nostri colleghi. Per questo motivo, quando abbiamo scoperto che Sonia Aggio bibliotecaria di Polesella (RO) è risultata finalista del premio Strega, il più prestigioso Premio Letterario italiano, oltre ad essere contenti per lei, abbiamo pensato che a tutte e tutti facesse piacere essere a conoscenza di questa notizia.

Le abbiamo fatto alcune domande per conoscerla meglio.

Noi in CIDAS conosciamo Sonia Aggio come la collega della Biblioteca di Polesella, ci puoi raccontare un po’ di te?

Volentieri! Ho ventotto anni, abito in provincia di Rovigo. Lavoro come bibliotecaria da quattro anni e nel frattempo ho pubblicato due romanzi storici. Mi piacciono molto i libri, come forse avrete intuito, ma anche il mondo dell’aviazione, le colonne sonore dei film e le patatine fritte.

Quando è cominciata la tua passione per la scrittura?

Immediatamente dopo aver imparato a leggere. Non ricordo il momento preciso, ma sono sicura di aver avuto un’illuminazione a sei, sette anni: qualcuno doveva aver scritto le storie che amavo leggere, e se ce l’avevano fatta gli altri, perché io no?

Quanto ti ha influenzata il fatto di lavorare all’interno di una biblioteca?

Ribalto la tua domanda, perché in realtà è stata la passione per i libri e per la scrittura a portarmi in biblioteca. Nel 2018 ho scelto la biblioteca BRaT di Treviso per il tirocinio curriculare dell’università; mi sono innamorata di questo lavoro, e nel 2020 ho partecipato e vinto il bando per il SCU nella stessa sede. Dopo un anno di Servizio Civile ho cominciato a lavorare nelle biblioteche comunali venete, e continuo a farlo.

CIDAS è una Cooperativa Sociale che ha valori molto forti e solidi; ci prendiamo cura delle persone, in ogni ambito in cui operiamo. Appartenere a una realtà come questa, può contribuire al tuo percorso di autrice?

A volte gli scrittori perdono il contatto con il mondo esterno, dopotutto la nostra è un’attività solitaria. Lavorare in biblioteca è un po’ il mio contrappunto: mi aiuta a leggere il mondo dal punto di vista dei lettori, mi mantiene in contatto con il resto dell’umanità, mi fa ricordare che sto lavorando per gli altri e con gli altri.

Sei laureata in storia e quindi immaginiamo sia una delle tue passioni ma com’è nata l’idea di “Nella stanza dell’imperatore”? Perché proprio la vicenda di un imperatore bizantino?

Quando scrivo, lo faccio innanzitutto per me, per avere tra le mani la storia che mi piacerebbe leggere. E quindi, avendo scoperto proprio all’università un amore per la storia bizantina e in particolare per l’età delle conquiste del X secolo, per me è stato naturale ambientare a Costantinopoli questo secondo romanzo.

Sei giovanissima ma hai già vinto diversi premi come il Premio Calvino e il Premio Campiello Giovani. Con il tuo primo romanzo “Magnificat” hai avuto l’occasione di farti conoscere, cosa ti aspetti da questo secondo romanzo?

Al di là della sorpresa di essere tra i candidati al Premio Strega, un traguardo che non mi aspettavo di raggiungere, vorrei che “Nella stanza dell’imperatore” mi aiutasse a costruire una base solida di lettori e lettrici, dandomi così la possibilità di continuare a scrivere, ma soprattutto di offrire al pubblico altri romanzi.

Che emozione è stata quella di scoprire di essere tra i finalisti del Premio Strega?

Una grandissima emozione! È stata davvero una sorpresa, non me lo aspettavo assolutamente! Sono molto felice di aver raggiunto questo traguardo, per di più con un romanzo a cui tengo moltissimo e che rappresenta, per temi e stile, una scommessa.

Quali sono i tuoi progetti futuri? Stai già lavorando ad un nuovo romanzo?

Al momento la mia mente si divide tra il lavoro e le presentazioni del romanzo, perciò non sto scrivendo nulla. Ovviamente voglio scrivere qualcosa di nuovo. Ho delle idee, anche se vaghe, quindi penso che la riprenderò in mano quando tornerà la calma.

«Costantinopoli è la madre prima tradita, poi persa e infine dimenticata dall’Europa. Sonia Aggio ce ne restituisce il volto e la storia con cura e amore in un romanzo al contempo delicato e vigoroso».

Cover e biografia sono disponibili qui