Al via un percorso di sensibilizzazione alla raccolta sangue fra i componenti delle comunità straniere provenienti, in particolare, dal Centro Africa

All’incontro organizzato dall’Amministrazione Comunale di Ferrara in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara e Azienda USL di Ferrara ha partecipato anche CIDAS.

Sabato 27 gennaio, ha preso il via un percorso di sensibilizzazione alla raccolta di sangue fra i componenti delle comunità straniere provenienti in particolare dal Centro Africa, organizzato dall’Amministrazione Comunale di Ferrara in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara e Azienda USL di Ferrara.

Oltre a Avis, Fondazione Migrantes e Forze dell’Ordine, all’incontro ha partecipato anche un gruppo di beneficiari accolti nei SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) del Comune di Ferrara gestiti da CIDAS, insieme agli operatori sociali e mediatori linguistico culturali.

La donazione di sangue può rappresentare uno strumento di integrazione fra i popoli di diversa provenienza e cultura, e in un Paese come l’Italia dove i donatori di sangue sono un milione e 660 mila, circa il 4,4% della popolazione potenzialmente idonea, è importante cercare di coinvolgere anche i cittadini stranieri, tra i quali già in 150 mila risultano essere donatori.

Il Dr. Gianluca Lodi, direttore Immunoematologia Trasfusionale Azienda Ospedaliera Ferrara e la Dott.ssa Filomena Longo, direttrice Day Hospital Talassemie Emoglobinopatie Azienda Ospedaliera Ferrara, hanno illustrato la problematica legata all’anemia falciforme riscontrata in molti stranieri provenienti dall’Africa, una specifica forma genetica ereditaria dell’emoglobina (la proteina che trasporta l’ossigeno contenuta mi globuli rossi) caratterizzata dalla presenza dei globuli rossi a forma di falce. I globuli rossi con tale conformazione vanno incontro a precoce distruzione (anemia) ed essendo più rigidi determinano una riduzione della fluidità del sangue.

Il coinvolgimento delle comunità straniere diventa quindi fondamentale per la cura dei pazienti e allo stesso tempo rappresenta un importante segno di inclusione.

RASSEGNA STAMPA

La Nuova Ferrara – 28/01/2024