FAMI Reboot – Percorsi e azioni di capacity building per il benessere di comunità nell’ambito di processi migratori

La rete dei servizi socio-assistenziali dell’Area Metropolitana di Bologna si trova ad affrontare costantemente nuove sfide e a intercettare bisogni emergenti in ragione delle trasformazioni macroeconomiche di contesto, così come dei continui cambiamenti delle normative in materia di immigrazione, sicurezza e accoglienza.

Negli ultimi anni, infatti, molte persone in uscita da percorsi di accoglienza legati alla richiesta d’asilo, non hanno raggiunto completa autonomia personale, economica e abitativa; per tale ragione, al netto di situazioni di vulnerabilità, si è assistito a un maggiore coinvolgimento dei servizi socio-sanitari, sportelli sociali e servizi di bassa soglia dei Quartieri del territorio metropolitano.

Il fenomeno ha assunto particolare rilevanza per le fasce più vulnerabili della popolazione, in primo luogo i nuclei familiari e monoparentali con minori, i quali sono andati ad integrare i gruppi target già in carico ai servizi territoriali.

In ragione di questi cambiamenti, attraverso la progettualità RE.BOOT – Percorsi e azioni di capacity building per il benessere di comunità, si è sollevata l’esigenza di predisporre azioni per la qualificazione e la governance dei servizi e degli agenti coinvolti, rafforzando in termini qualitativi e quantitativi i servizi deputati alle funzioni di accesso al sistema socio-assistenziale e potenziando la successiva presa in carico integrata a supporto dei nuclei familiari/monoparentali in condizioni di marginalità.

La co-progettazione RE.BOOT è stata ispirata dalla Teoria del Cambiamento e ha promosso un percorso di capacity building strutturale, attivando risorse utili a favorire l’efficienza e la sostenibilità del sistema sociale nella risposta ai bisogni dell’utenza.

La proposta progettuale è nata dallo scambio tra partners selezionati per le esperienze maturate nello sviluppo di interventi nel territorio dell’Area Metropolitana di Bologna in favore del target di popolazione:
• il Comune di Bologna – Area Benessere di Comunità, quale Ente capofila di progetto
• ASP Città di Bologna – Servizio Protezioni Internazionali, referente dell’Unità di Valutazione del RE.BOOT (attraverso la figura di un’assistente sociale interna) e del Tavolo Tecnico in contrasto alla grave marginalità, in ragione del suo ruolo di coordinamento  degli enti gestori dell’accoglienza per richiedenti asilo;
• CIDAS Cooperativa Sociale a R.L. Impresa Sociale, con funzioni di coordinamento progettuale
• CADIAI Cooperativa Sociale
• Antoniano Onlus della provincia di S. Antonio dei Frati Minori
• ArciSolidarietà Bologna

“Re.boot”: interventi di rafforzamento e qualificazione della rete dei servizi socioassistenziali dell’Area Metropolitana di Bologna a supporto di nuclei familiari con minori provenienti da Paesi terzi

Il coinvolgimento dei diversi partners, pubblici e privati, ha permesso la condivisione di nuove metodologie e strumenti di lavoro tra professionistə, favorendo e rafforzando la modalità di lavoro in
équipe multidisciplinare.

Il contributo che segue descrive l’esperienza del Progetto “Re.boot – Capacity Building Paths and Actions for Community Well-being”, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2014-2020.

Il contributo è stato scritto dalle colleghe Silvia Tarallini e Antonella Ciccarelli

La valutazione d’impatto di RE.BOOT

Il presente report rappresenta il tentativo di raccontare i segnali di cambiamento generati da RE.BOOT mettendo in luce l’intenzionalità e i risultati alla base di processi operativi. Si restituiscono dati quantitativi e qualitativi che riguardano i segnali di cambiamento, i risultati e gli esiti realizzati durante il periodo di attività dal 16 Marzo del 2020 al 31 Marzo del 2022. Dato che il processo di Valutazione di Impatto è circolare, riteniamo che quanto contenuto in questo report possa essere utile a guidare le future azioni orientate a generare valore per l’Area Metropolitana di Bologna

La valutazione d’impatto è stata curata da Cooperativa Kilowatt.