Il corso di CIDAS sugli spazi come strumenti di cura

Intervista Enzo Angiolini – Relatore del Corso Gli Spazi come strumento di Cura

Un corso di formazione sugli spazi come strumenti di cura, che ha permesso di affrontare vari aspetti della fragilità e di come dovrà evolvere l’ambiente assistenziale. Nella giornata di martedì 15 marzo circa 80 lavoratrici e lavoratori di CIDAS hanno partecipato ad una giornata formativa tenuta dall’architetto Enzo Angiolini, organizzata dal Settore Disabilità e Psichiatria della cooperativa stessa.

Come conciliare la cura degli spazi con gli spazi di cura? Quali sono le nuove idee e soluzioni per un’architettura funzionale? Cosa sono il “Gentlecare” e l’approccio protesico e sistemico?

Questi gli spunti di uno stimolante e appassionante momento di apprendimento e aggiornamento per promuover sviluppi nell’ambito della cura delle persone fragili. 

“La cooperativa vuole crescere e abbiamo ragionato assieme su quel che si può fare per modernizzare l’approccio all’assistenza – ha spiegato il docente – si può cominciare dal cambiare abitudini e atteggiamenti.
Le strutture per anziani, disabili e psichiatria sono generalmente viste come cliniche di ricovero, mentre la nuova visione da diffondere è quella di una casa dove vivere, dove lo spazio diventa domestico.
Abbiamo anche approfondito l’organizzazione degli arredi: c’è bisogno di aree di socialità, ma anche di privacy.
Dobbiamo dare un’importanza nuova alla necessità di avere non solo un letto, ma anche di restituire un intero spazio personale, facilmente ritrovabile.
Perché gli spazi di cura, sia per chi ci vive, sia per chi ci lavora, diventino più facilmente fruibili.
A volte non servono nemmeno nuovi investimenti, ma una riorganizzazione di quello che c’è: già solo capendo le necessità, si possono ottenere grandi risultati.
Lo spazio deve essere protesico, ovvero deve aiutare, come un bastone, deve essere comprensibile, deve permettere agli ospiti di orientarsi e sentirsi in un ambiente familiare.
Il colore per esempio, oltre che come decoro, può essere usato per aiutare a capire dove si è e dove si deve andare, e come si può tornare indietro.
O ancora la luce si può usare in modo terapeutico e preventivo”.

Tanti spunti preziosi per continuare a migliorare il benessere delle persone di cui ci prendiamo cura.