CIDAS con il progetto Vesta organizza incontri on line sull’emergenza umanitaria del popolo afghano

A fronte dell’emergenza umanitaria che ha colpito la popolazione afghana e delle persistenti violazioni dei diritti in corso in quel Paese, con la conseguente fuga in cerca di asilo, è emersa una sentita e corale richiesta da parte della società civile e delle istituzioni di intervento a supporto di bambini, donne e uomini che rischiano la vita e le libertà fondamentali.

Questa sollecitazione coinvolge anche chi, come i professionisti della cooperativa CIDAS, è coinvolto da anni nei sistemi nazionali e locali di accoglienza ed integrazione delle persone migranti.

Per questo CIDAS, con il progetto Vesta che dal 2016 mira al coinvolgimento delle cittadine e dei cittadini nei processi di tutela ed inclusione dei rifugiati, ha ritenuto di dare una risposta concreta al bisogno di approfondimento e confronto, organizzando due momenti di incontro on line che hanno come focus i minori e le donne afghane.

Il primo incontro on line, dal titolo “Dalla parte dei minori”, è in programma il 20 settembre 2021 dalle 18 alle 20 e propone un excursus storico sul flusso migratorio degli afgani e su come è cambiato nell’immaginario collettivo. Intervengono Rodolfo Mesaroli, psicologo e direttore di Civico Zero Onlus, e Evazali Rahimi, mediatore linguistico culturale. Verrà condivisa l’esperienza di Civico Zero nell’accoglienza delle persone in arrivo a Fiumicino e nei Covid Hotel. Al termine dell’incontro ci sarà la proiezione del cortometraggio “La polvere di Kabul”, il racconto di una parte del percorso migratorio che ha portato Bustan dall’Afghanistan all’Italia, interamente realizzato con un cellulare.

Il secondo incontro on line, dal titolo “Dalla parte delle donne” è in programma il 27 settembre 2021 dalle 18 alle 20. Interverrà Simona Lanzoni, vice presidente dell’Associazione Pangea, per riportare l’esperienza diretta della Fondazione Pangea con le donne in Afghanistan.

Per partecipare, si può scrivere alla mail info@progettovesta.com.

Questa attività di CIDAS e del progetto Vesta, si pone in continuità con le tante che si sono succedute nel tempo per coinvolgere le comunità con proposte di partecipazione e sensibilizzazione come l’accoglienza dei rifugiati in famiglia, l’affiancamento familiare, la tutela volontaria e l’affido di minori stranieri. 

È sempre possibile candidarsi attraverso il sito www.progettovesta.com dove si verrà condotti da uno staff qualificato e competente attraverso un processo formativo che poi porterà all’esperienza vera a propria.

Verranno affrontati i temi legati ai percorsi migratori, che oltre al popolo afghano, riguardano migliaia di donne, uomini, bambine e bambini, come quelli bloccati da mesi sulla cosiddetta Rotta Balcanica e tutti coloro che sono ancora costretti a regimi detentivi e a trattamenti inumani e degradanti in Libia e nei Paesi di transito in Africa, come in Turchia.

Dal 2016 attraverso il progetto Vesta, ideato all’interno del più ampio Sistema di Accoglienza e Integrazione, CIDAS, con Comune di Bologna ed ASP Città di Bologna nell’area metropolitana bolognese, e con il Comune di Ferrara nel territorio ferrarese, ha potuto sperimentare quanto il coinvolgimento diretto degli abitanti dei territori permetta di creare quella fondamentale rete di supporto sociale di cui necessitano le rifugiate, i rifugiati, i minori stranieri non accompagnati e i nuclei familiari.

“La co-progettazione di questo virtuoso patto di collaborazione tra gli enti locali, i cittadini, gli enti gestori dell’accoglienza, e non per ultimi i richiedenti asilo e rifugiati, permette la costruzione di un sistema relazionale prima che assistenziale solido e trasparente. È a partire dall’incontro e dall’integrazione di questi diversi linguaggi che si gettano le basi per quel cambiamento generativo fondato sul principio di reciprocità, in grado di facilitare la co- costruzione dei processi di accoglienza avvicinando l’orizzonte dell’inclusione sociale della popolazione rifugiata”, ha spiegato Annaviola Toller referente CIDAS del progetto Vesta.

“Data l’attuale situazione internazionale e le inevitabili risposte che a livello nazionale ed europeo si è chiamati con urgenza ad esprimere, come operatori dell’accoglienza di CIDAS, riteniamo importante ribadire la validità di un modello di accoglienza unico, diffuso, strettamente dialogante coi territori ed in grado di esprimere il riconoscimento dei diritti garantendo servizi adeguati sempre più incardinati nel welfare territoriale. Siamo per questo sempre a disposizione con le nostre diverse competenze e con il bagaglio di esperienza costruito in vent’anni di lavoro, per continuare a sviluppare assieme agli enti locali, al Terzo Settore ed alla cittadinanza, modalità per migliorare i processi per il riconoscimento di diritti esigibili e fornire risposte professionali e multidisciplinari” ha affermato Francesco Camisotti, responsabile del Settore Società e Diritti di CIDAS.