Con Camelot e CIDAS si parla di minori al Festival di Internazionale a Ferrara

Venerdì 5 ottobre una platea gremita ha seguito l’incontro “Non lasciateci soli – La difesa dei diritti dei minori in Italia, vulnerabili e stranieri” al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara.

Organizzato nell’ambito del festival dalla rivista Internazionale assieme alle cooperative sociali CIDAS e Camelot – che da dicembre diventeranno un’unica realtà – è stato un momento di approfondimento e confronto sulla difesa del diritto al futuro dei ragazzi italiani e dei minori stranieri non accompagnati.

“Siamo contenti di collaborare a questo evento perché ci interessa un approccio al welfare che parli di diritti sociali e non solo di bisogni, che significa assumersi maggiori responsabilità e rendere gli interventi più efficaci. Il nostro obiettivo è infatti quello di salvaguardare il diritto di bambini e ragazzi ad avere una vita dignitosa e un futuro sereno, avere opportunità, essere curati ed istruiti a prescindere da dove vengono o dalla loro storia familiare”. Ha spiegato nei saluti di apertura Daniele Bertarelli, Presidente di CIDAS.

Al tavolo dei relatori Annalisa Camilli, giornalista di internazionale, ha dialogato con Stefano Costa, neuropsichiatra infantile responsabile dell’Unità Operativa di “Psichiatria e Psicoterapia dell’Età Evolutiva” di Bologna, Laura De Stefani, operatrice sociale della comunità educativa residenziale di CIDAS per ragazze minori dagli 11 ai 18 anni, Antonella Inverno, giurista che ha collaborato alla stesura della Legge Zampa e Marco Alessi, produttore della Dugong Films che ha realizzato un percorso di formazione ed educazione all’immagine con i minori non accompagnati.

La riflessione è partita dal significato di vulnerabilità di bambini e ragazzi allontanati dalle famiglie o arrivati da un altro paese senza parenti, attraverso le sue manifestazioni come la depressione, e il suicidio, che colpiscono in modo significativo i giovanissimi, ma anche la commissione di reati.

La sfida di chi ha in carico i ragazzi è quella di “accogliere la loro vulnerabilità e valorizzare la loro resilienza”, come ha sottolineato Laura De Stefani. Puntando a “tirare fuori il meglio” ha spiegato Costa, mantenendo un approccio che integri aspetti sanitari e sociali e vada verso l’autonomia di ragazze e ragazzi, in particolare attraverso la formazione e il lavoro. Mantenendo alta l’”attenzione alla loro creatività”, ha ricordato Alessi, mostrando, attraverso un filmato realizzato dai minori stranieri con i loro cellulari, come anche l’approccio culturale e artistico possa favorire la loro capacità espressiva e l’inclusione.

Dalla difesa di questi diritti fondamentali prende le mosse la stesura della legge, cosiddetta Zampa, di protezione per i minori stranieri soli in Italia, di cui Antonella Inverno ha illustrato la genesi e i tratti salienti, come il divieto di respingimento, il diritto all’accesso al sistema sanitario nazionale e la possibilità di essere iscritti nelle scuole pubbliche assieme ai coetanei. Altro punto rilevante della legge è la messa a sistema della possibilità per i cittadini di partecipare al percorso di inserimento offrendosi come tutori volontari, attraverso la domanda al Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, regionale o nazionale.

Una possibilità che esiste anche a Ferrara, assieme a quella di accogliere un giovane rifugiato in famiglia con il progetto Vesta. Queste azioni favoriscono l’accesso dei minori stranieri nel tessuto sociale rendendo più efficace la loro integrazione, ma anche il recupero del valore di sé e dell’autostima, quindi di un’aspettativa positiva che li convinca a “pensare che ce la possono fare”, elemento determinante per la riuscita dei loro progetti, come ha messo in luce Costa.

“In questo senso abbiamo rilevato anche la grande efficacia dell’inserimento dei minori che ospitiamo nel volontariato e nell’associazionismo, oltre a laboratori pratici che permettono risultati immediati. Accanto a questo è di fondamentale importanza la formazione e la supervisione dei professionisti che si approcciano ai ragazzi” ha concluso De Stefani, portando le buone pratiche osservate nel lavoro quotidiano con italiani e stranieri.

In apertura di questo appuntamento del festival è stato mostrato un estratto del documentario “Il diario di Felix” realizzato all’interno di una comunità nella periferia est di Roma per minori con problemi familiari e penali.
Il fotoreporter Emiliano Mancuso che lo ha realizzato trascorrendo un anno con questi ragazzi e avrebbe dovuto essere tra i relatori, è improvvisamente mancato il 26 settembre, a lui è stato dedicato l’incontro.